Capelli, capire le cause per contrastarne la caduta nel modo più corretto
 

Approfondiamo l’argomento con la dr.ssa Bianca Maria Piraccini, Dermatologo, Ricercatore presso l’Università di Bologna

La capigliatura è composta nel suo insieme da 100.000-150.000 capelli di diametro variabile con l'età; infatti, sottili nel bambino, essi si ingrossano nell'adulto, per poi tornare ad assottigliarsi nell'anziano. Tuttavia più di 20 milioni di italiani soffrono di alopecia in varie forme, che si presentano con modalità e intensità differenti.

Ogni giorno ciascuno di noi perde in media tra i 50 e i 60 capelli. Questo fenomeno è del tutto naturale e fisiologico. Possiamo parlare di un problema di caduta quando questa perdita inizia ad essere più consistente e lo percepiamo banalmente dal quantitativo di capelli che restano sulla spazzola o dal modificarsi del nostro aspetto, accorgendoci di una chioma più rada.

Esistono diversi tipi di perdita che variano per frequenza, ciclo o trattamento più adeguato per contrastarla. Parliamo di telogen effluvium acuto quando il fenomeno si manifesta con una perdita di capelli più numerosa del solito, ricollegabile ad una sofferenza a livello sistemico dell’organismo, legata allo stress, a un trattamento farmacologico o a una dieta dimagrante, o a livello locale del cuoio capelluto, legata ad un’eccessiva esposizione del capo al sole, alla presenza di dermatite seborroica o a scorrette abitudini di detersione del cuoio capelluto.

E’ importante ricordare che un lavaggio quotidiano della testa consente di contrastare la caduta perché interviene sulla regolazione di quantitativo del sebo depositato sul cuoio capelluto, il cui eccesso è causa primaria della dermatite seborroica.

La telogen effluvium in forma acuta si manifesta principalmente dopo due o tre mesi dagli agenti scatenanti e questo ritardo porta spesso a non collegare in prima istanza cause ed effetto. Questa forma è temporalmente limitata e viene contrastata lavorando sui fattori che l’hanno scatenata affiancando l’utilizzo di cosmetici ad uso topico capaci di rinforzare il capello, donando un aspetto più sano all’assunzione di integratori alimentari appropriati.

Esiste poi una forma cronica, telogen effluvium cronico, caratterizzato da una caduta di capelli più duratura (di durata oltre i mesi), a volte con andamento episodico, che a volte si associa alla comparsa di un diradamento e accorciamento dei capelli della zona temporo-parietale.

Questa forma si sviluppa a seguito di un periodo di stress intenso, di anemia cronica e in pazienti affette da ipertiroidismo, fenomeni particolarmente diffusi nella donna. Anche in questo caso è importante agire sulle cause per contrastare gli effetti.

Iniziamo a parlare di patologia con l'alopecia androgenetica caratterizzata negli uomini per una recessione della linea fronto-temporale (la stempiatura) e un diradamento al vertice e, nelle donne, con un diradamento diffuso alla sommità del capo.

L’ alopecia Androgenetica si manifesta nella donna principalmente nel periodo post menopausale, nel quale aumenta l’effetto degli androgeni sui follicoli piliferi, in quanto sono bassi gli estrogeni in circolo.

Prima della menopausa, l’alopecia androgenetica colpisce donne con predisposizione genetica, cioè che hanno ereditato la tendenza a sviluppare la calvizie dai genitori, e può a volte (nel 30% delle donne) essere segno di un eccesso di androgeni circolanti. In questo ultimo caso, inoltre, al diradamento dei capelli sono presenti altri segni come irregolarità mestruali, aumento della peluria al viso e attorno ai capelli, e acne. Negli altri casi, pur non aumentando la quantità di androgeni prodotti, è eccessiva la sensibilità dei follicoli piliferi a questi ormoni. In entrambi i casi, la conseguenza è un assottigliamento dei capelli e una riduzione della crescita insieme ad una maggiore produzione sebacea.

E’ importante in questo caso una terapia farmacologica in grado di contrastare l’assottigliamento dei capelli con la somministrazione, da parte del dermatologo, di farmaci topici come il minoxidil, in grado di allungare la vita del capello e stimolarne la crescita e, se necessario, di antiandrogeni per via sistemica.

Anche in questo caso l’uso di cosmetici è da considerarsi una buona integrazione al fine di curare la caduta. In effetti l’uso di cosmetici dalla qualità certificata, affiancati al massaggio del cuoio capelluto necessario per l’assorbimento, consentono un effetto estetico immediato, perché creando un involucro protettivo rendendo il capello più bello. Non sono poi da sottovalutare i fattori psicologici che ne derivano. Infatti la caduta dei capelli è un fenomeno che influenza molto caratteri emotivi e comportamentali, sia nell’uomo che nella donna, perché sentito come un deficit che rende particolarmente sensibili nel contatto con gli altri.

Nei casi più avanzati di alopecia androgenetica è possibile ricorrere all’autotrapianto dei bulbi periferici prelevati dalla zona posteriore del capo. I bulbi di questa regione non sono dipendenti dall’effetto androgenico per cui, se trapiantati nelle zone soggette a caduta, non ne subiranno l’effetto mantenendosi grossi e attivi. Si tratta in ogni caso di un intervento chirurgico che non sempre può essere una via percorribile in quanto, se la zona donatrice è di per sé naturalmente diradata, non si avranno abbastanza campioni da trapiantare.