Capelli fai da te? No grazie!

E’ la disinformazione la vera “malattia” dei capelli degli italiani: questo il quadro che è emerso da un sondaggio svolto in questi giorni da SWG e promosso dal GITRI su un campione di ottocento italiani di entrambi i sessi (quasi la metà dei quali con problemi di caduta dei capelli) e i cui risultati sono stati diffusi lo scorso 7 aprile presso il Circolo della Stampa a Milano.

Ogni anno quasi il 70% degli italiani spende circa 300 euro l’anno per la cura dei propri capelli, e una persona su dieci arriva persino a spenderne tra i 600 e 1200.
Molto spesso però i risultati non si vedono e sono ancora troppo pochi gli italiani (appena il 34%) che si rivolgono ad uno specialista, e che identificano il dermatologo tricologo come specialista per la cura dei capelli.

La tricologia – dichiara il dottor Alfredo Rossi, dermatologo Gitri – è una branca della dermatologia ed è compito esclusivo del dermatologo non solo curare le malattie del capello, ma anche prevenirle. Il fatto che una minoranza degli intervistati sappia che il tricologo è un medico dermatologo specializzato nella cura dei capelli è un dato altamente preoccupante in quanto lascia spazio a una serie di cosiddetti “esperti”, che nella maggior parte dei casi non sono in grado né di diagnosticare né di risolvere correttamente il problema”.


L’esempio più eclatante riguarda la caduta dei capelli. Nonostante la percezione del problema sia presente nel 61,5% degli intervistati, del 44% che ha effettivamente dichiarato di perdere i capelli, solo la metà ha scelto di impegnarsi per risolvere il problema e di questi circa il 50% ha utilizzato esclusivamente fiale cosmetiche. Solo il 7% ha invece utilizzato farmaci.

La risposta all’alopecia – afferma Antonella Tosti, professore straordinario presso la Clinica Dermatologica Universitaria di Bologna – e in particolare all’alopecia androgenetica, deve venire dal dermatologo, che è l’unico in grado di diagnosticare e quindi trattare efficacemente la calvizie.