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Bianca Maria Piraccini

Dipartimento di Medicina Specialistica Clinica e Sperimentale - Sezione di Clinica
Dermatologica - Università degli Studi di Bologna

La pediculosi del capo è causata dal Pediculus humanus capitis, insetto ematofago specie-specifico. Interessa soprattutto i bambini di età compresa fra i 3 e gli 11 anni (con un picco all'età di 9 anni), ed è estremamente frequente nelle comunità infantili, soprattutto nelle scuole, dove colpisce dal 5 al 22% dei bambini, indipendentemente dallo stato sociale. L'incidenza della pediculosi è più bassa nella razza nera, probabilmente perché gli oli utilizzati in gran quantità per stirare e appiattire i capelli crespi hanno un effetto protettivo nei confronti dell'infestazione, in quanto soffocano il pidocchio.

Il pidocchio adulto, visibile ad occhio nudo, é lungo 1-3 millimetri ed è di colore grigio. Il pidocchio compie il suo intero ciclo vitale sulla testa della persona parassitata in 1-2 mesi. La femmina produce 5-10 uova al giorno, per un totale di circa 300 uova, le lendini, che sono deposte strettamente attaccate ai capelli a circa 1 cm della loro emergenza dal cuoio capelluto, perché la temperatura di 37°C è ottimale per la maturazione. Hanno una forma a goccia, con un diametro massimo di 1 millimetro e sono di colorito giallo-grigio opaco. Le lendini morte o vuote sono invece trasparenti e bianche, e sono facilmente confondibili con la forfora. A differenza della forfora, non si staccano facilmente dai capelli. Dalle lendini, dopo 7-10 giorni nasce il giovane insetto, ninfa, che inizia a nutrirsi del sangue dell'ospite e matura in una settimana, diventando in grado di deporre nuove uova.
Ogni 4-6 ore, per nutrirsi, il pidocchio appoggia alla pelle dell'ospite la sua bocca, da cui fuoriesce una struttura tubulare che penetra attraverso la pelle e secerne una sostanza anticoagulante e vasodilatatrice, che facilita la suzione del sangue. Il pidocchio non sopravvive senza nutrirsi e lontano dall'ospite muore in 1-2 giorni. Le lendini sono invece molto più resistenti e possono sopravvivere nell'ambiente fino a 10 giorni.

La trasmissione della pediculosi è solitamente per contagio diretto testa-testa fra i bambini o fra i bambini e i loro familiari. I pidocchi si trasmettono però anche in modo indiretto, con lo scambio di spazzole, pettini, berretti, cappelli, sciarpe, o biancheria del letto.

Il sintomo caratteristico della pediculosi è il prurito, che è dovuto ad una reazione agli enzimi della saliva del pidocchio. Il prurito ha intensità diversa nelle diverse persone, e può anche mancare. Il prurito porta al grattamento, con conseguenti escoriazioni del cuoio capelluto che si sovrainfettano facilmente. E' infatti frequente che i bambini con i pidocchi abbiano lesioni da grattamento sulla testa e i linfonodi cervicali ingrossati. Un altro segno caratteristico della pediculosi è la presenza delle lendini sui capelli. Le lendini, a forma ovale o a lacrima, sono strettamente adese alla parte iniziale dei capelli a cui sono strettamente "cementate". Sono di colorito giallastro e si trovano soprattutto dietro le orecchie e sulla nuca. In generale, le lendini vicino al cuoio capelluto sono vitali, mentre quelle più lontano dalla testa sono solitamente vuote o non vitali. In una persona infetta ci sono al massimo 10-12 pidocchi, e centinaia di lendini, vive e morte. I pidocchi si vedono solo raramente. Un altro segno frequente della pediculosi è la polvere secca e nerastra che si trova la mattina sul cuscino, costituita dalle feci dei pidocchi.

La diagnosi si basa sul riscontro sulla testa dei pidocchi, delle ninfe, o di lendini vitali adese ai capelli. La pediculosi del capo non è pericolosa per la salute, in quanto il Pediculus capitis non è vettore di malattie infettive.
E' necessario avvisare sia la scuola frequentata dal bambino sia l'operatore sanitario di riferimento, al fine di procedere al controllo dei contatti che potrebbero essere stati contagiati. Il bambino affetto da pediculosi non può frequentare la collettività scolastica fino a che non ha iniziato il trattamento specifico e non è stato riammesso a scuola da parte del medico scolastico. E' importante controllare accuratamente ogni membro della famiglia per escludere il contagio ed effettuare il trattamento contemporaneamente in tutti i membri affetti.