Lozioni
cosmetiche
Sono in commercio una vasta gamma di cosmetici
anti-caduta che negli ultimi anni hanno riscosso un discreto
successo tra i pazienti.
Considerando che secondo la direttiva europea viene definito
“prodotto cosmetico” quella
sostanza o preparazione formulata al solo scopo di pulire,
profumare o proteggere; ne deriva che una lozione cosmetica,
non contenendo nessun principio attivo farmacologico, non
dovrebbe per legge avere nessun effetto terapeutico.
Sicuramente un ruolo importantissimo nella
diffusione di queste lozioni è svolto dalle campagne
pubblicitarie sui mass-media e persino su internet dove
molti cosmetici vengono reclamizzati per la loro efficacia,
rapidità d’azione e maneggevolezza. Prerogative
che sono notevolmente accattivanti per chi vuole migliorare
rapidamente la propria capigliatura.
Purtroppo i dati relativi all’efficacia dei cosmetici
anti-caduta sono scarsi. È ipotizzabile che l’efficacia
di una lozione sia legata o al principio attivo in essa
contenuto o all’effetto del massaggio che si effettua
applicando la lozione stessa.
I principi attivi più
comunemente presenti nelle lozioni per capelli sono aminoacidi,
proteine, vitamine, vasodilatatori, estratti timici, estratti
placentari, fattori di crescita (VEGF) e inibitori della
5alfa-reduttasi.
Per alcune sostanze, quali amminoacidi, proteine e vitamine,
non vi è alcun razionale scientifico di utilizzo.
Altre sostanze potrebbero avere almeno teoricamente un effetto
anti-caduta se applicati a livello topico. Si pensi agli
agenti rubefacenti, tra i quali i più
comunemente in uso sono gli esteri dell’acido nicotinico.
Questi vengono utilizzati allo scopo di incrementare la
perfusione a livello follicolare; la loro azione sarebbe
legata al miglioramento della vascolarizzazione papillare.
Inoltre sono contenuti in molte formulazioni topiche come
veicolo, con l’intento di aumentare l’assorbimento
transcutaneo dei principi attivi, anche se di fatto, migliorandone
l’assorbimento favoriscono anche una più rapida
eliminazione degli stessi.
La possibilità di un coinvolgimento
immunologico, oltre al meccanismo ormonale, nella etiologia
della calvizie,
ha indotto l’industria farmaco-cosmetica a proporre
nella terapia topica gli estratti timici.
Questi vengono impiegati per la loro ipotetica attività
immunoregolatrice, anche se la letteratura in proposito
riguarda soprattutto l’alopecia
areata.
Gli estratti placentari
per uso topico sono ancora largamente utilizzati per la
formulazione di lozioni anti-caduta. Dalle recenti acquisizioni
farmaco-biologiche si sa che tali estratti contengono mucopolisaccaridi,
polideossiribonucleotidi, collagene e polipeptidi, fattori
di crescita, estrogeni e gestageni. Si tratta di agenti
trofici, utilizzati per sostenere da un punto di vista metabolico
il follicolo
pilifero. Tuttavia non sono scevri da effetti
collaterali in quanto gli estrogeni possono essere
assorbiti attraverso la cute causando pubertà precoce
con ginecomastia e comparsa di peli pubici.
È dimostrato che il VEGF
(fattore di crescita dell’endotelio vascolare) è
in grado di indurre proliferazione cellulare a livello della
matrice, della papilla dermica e del sistema vascolare connesso.
Inoltre mantiene il follicolo in anagen.
Altre sostanze molto utilizzate per la
formulazione delle lozioni cosmetiche sono i fitosteroli
o altri inibitori della 5alfa-reduttasi. I più diffusi
sono il saw palmetto e la serenoa
repens. Questi vengono pubblicizzati come prodotti
in grado di inibire localmente la 5alfa-reduttasi, anche
se non c’è dimostrazione che siano attivi topicamente.
Studi sperimentali indicano che l’Aminexil
(derivato 2,4-diaminopyrimidine-3-oxide del minoxidil) riduce
la sintesi di collagene e previene la fibrosi perifollicolare.
L’efficacia di questo cosmetico nell’alopecia
androgenetica maschile è stata dimostrata da
un ampio studio clinico che ha utilizzato metodiche specifiche
quali la conta dei capelli e la foto globale.
La possibilità che l’effetto
di una lozione possa essere legato al massaggio
si evidenzia confrontando i risultati ottenuti negli studi
di valutazione d’efficacia del minoxidil (2% e 5%)
e della finasteride (1 mg/die).
Gli studi del minoxidil evidenziano che
un placebo in lozione, sebbene in misura minore rispetto
al farmaco, è in grado di determinare un aumento
della conta e del peso dei capelli.
Gli studi sulla finasteride mostrano invece
che se il placebo viene somministrato per bocca, sia il
peso che la conta dei capelli subiscono un progressivo decremento.
Questi dati indicano che il massaggio del cuoio capelluto,
eseguito applicando la lozione, può favorire una
temporanea attivazione del ciclo del pelo con il rientro
del follicolo in anagen.
Torna
su
Gel , schiume
e lacche
Questi prodotti cosmetici hanno lo scopo
di mantenere l’acconciatura e contengono composti
chimici che mantengono il capello nella forma desiderata.
Si depositano sul fusto
del pelo e vengono rimossi col lavaggio.
Non vi è alcuna relazione fra applicazione di cosmetici
e prodotti per l'acconciatura e caduta dei capelli. Tutti
questi prodotti infatti non penetrano attraverso il cuoio
capelluto, ma si depositano sul fusto del capello, per questo
non possono avere alcun effetto positivo o negativo sul
follicolo
e quindi sul capello che cresce.
Torna
su