IL CAPELLO
LA PULIZIA
LA COSMESI
TRATTAMENTI ESTETICI
 
 
I prodotti di permanente sono destinati ad apportare ai capelli una modifica della loro forma e il mantenimento di questa nuova forma per un determinato periodo (“messa in forma” durevole).

La permanente alcalina a freddo, come indica il nome, è realizzata a temperatura ambiente e non necessita di apporto di calore; le ciocche di capelli vengono arrotolate su bigodini dopo essere state impregnate della lozione permanentante. Successivamente, trascorso il tempo di posa, l’ondulazione viene resa “permanente” attraverso una seconda lozione, che si applica dopo il risciacquo della prima.

In relazione a quella che è la struttura del capello, il processo può essere schematicamente descritto come segue:

  1. l’azione meccanica di arrotolamento del capello sul bigodo determina uno stiramento delle catene polipeptidiche di cheratina l’una rispetto all’altra. Essendo bloccate dalla presenza dei ponti trasversali di-solfuro, le catene non sono libere di scorrere l’una sull’altra;
  2. l’azione dell’agente riducente rompe i legami di-solfuro, consentendo alle catene di scorrere l’una rispetto all’altra, per adattarsi alla deformazione imposta;
  3. l’agente ossidante è utilizzato per riformare nuovi legami di-solfuro e fissare, così, la deformazione del capello.
    Le reazioni chimiche che caratterizzano la permanente a freddo possono, quindi, essere classificate in due fasi e prevedono l’utilizzo successivo di almeno 2 lozioni:
  1. Reazione di riduzione a pH alcalino (ondulazione)
    La prima lozione riducente (lozione di base o permanentante) spezza i legami di-solfuro nella prima fase di formazione dell’ondulazione tramite appunto un agente riducente.
  2. Reazione di ossidazione a pH acido (fissaggio)
    La seconda lozione (attivatore o fissatore o neutralizzante) permette di riformare i legami di-solfuro nella seconda fase del processo; il suo componente principale è un agente ossidante.

Sia il riducente che il fissatore contengono, inoltre, tensioattivi (non-ionici, cationici, anfoteri) imbibenti e schiumogeni, per favorire la penetrazione del prodotto, e agenti condizionanti di natura cationica, per migliorare lo stato del capello permanentato rinforzando la coesione delle scaglie della cuticola.

La resistenza del capello alla permanente varia da soggetto a soggetto e, in alcuni casi, per rompere i legami di cistina è necessario l’uso di concentrazioni più elevate di prodotto chimico. I capelli rossi ad esempio possono contenere fino al doppio dei legami rispetto ai capelli scuri e sono più difficili da trattare in maniera corretta e senza danni.

Durante l’esecuzione della permanente vi è un momento molto delicato per il capello, quello in cui i legami si sono rotti e non si sono ancora riformati. In questo momento anche una variazione di temperatura può danneggiare irreparabilmente la cheratina e determinare la frattura del capello. I ponti rotti dalla permanente continuano a riformarsi per 2-3 giorni dopo l’effettuazione del trattamento per cui è importante che i capelli non vengano lavati nei 2-3 giorni successivi.

Il processo della contropermanente è molto simile a quello della permanente e comporta lo stesso tipo di danno per il capello.