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I
prodotti di permanente sono destinati ad apportare ai capelli
una modifica della loro forma e il mantenimento di questa
nuova forma per un determinato periodo (“messa in forma”
durevole).
La permanente alcalina
a freddo, come indica il nome, è realizzata
a temperatura ambiente e non necessita di apporto di calore;
le ciocche di capelli vengono arrotolate su bigodini dopo
essere state impregnate della lozione permanentante. Successivamente,
trascorso il tempo di posa, l’ondulazione viene resa
“permanente” attraverso una seconda lozione, che
si applica dopo il risciacquo della prima.
In relazione a quella che
è la struttura del capello, il processo può
essere schematicamente descritto come segue:
- l’azione meccanica di arrotolamento del capello
sul bigodo determina uno stiramento delle catene polipeptidiche
di cheratina l’una rispetto all’altra. Essendo
bloccate dalla presenza dei ponti trasversali di-solfuro,
le catene non sono libere di scorrere l’una sull’altra;
- l’azione dell’agente riducente rompe i legami
di-solfuro, consentendo alle catene di scorrere l’una
rispetto all’altra, per adattarsi alla deformazione
imposta;
- l’agente ossidante è utilizzato per riformare
nuovi legami di-solfuro e fissare, così, la deformazione
del capello.
Le reazioni chimiche che caratterizzano la permanente a
freddo possono, quindi, essere classificate in due fasi
e prevedono l’utilizzo successivo di almeno 2 lozioni:
- Reazione di riduzione a pH alcalino (ondulazione)
La prima lozione riducente (lozione di base o permanentante)
spezza i legami di-solfuro nella prima fase di formazione
dell’ondulazione tramite appunto un agente riducente.
- Reazione di ossidazione a pH acido (fissaggio)
La seconda lozione (attivatore o fissatore o neutralizzante)
permette di riformare i legami di-solfuro nella seconda
fase del processo; il suo componente principale è
un agente ossidante.
Sia il riducente
che il fissatore contengono, inoltre, tensioattivi
(non-ionici, cationici, anfoteri) imbibenti e schiumogeni,
per favorire la penetrazione del prodotto, e agenti condizionanti
di natura cationica, per migliorare lo stato del capello permanentato
rinforzando la coesione delle scaglie della cuticola.
La resistenza del capello alla permanente varia da soggetto
a soggetto e, in alcuni casi, per rompere i legami di cistina è necessario l’uso di concentrazioni più
elevate di prodotto chimico. I capelli rossi ad esempio possono
contenere fino al doppio dei legami rispetto ai capelli scuri
e sono più difficili da trattare in maniera corretta
e senza danni.
Durante l’esecuzione della permanente vi è un
momento molto delicato per il capello, quello in cui i legami
si sono rotti e non si sono ancora riformati. In questo momento
anche una variazione di temperatura può danneggiare
irreparabilmente la cheratina e determinare la frattura del
capello. I ponti rotti dalla permanente continuano a riformarsi
per 2-3 giorni dopo l’effettuazione del trattamento
per cui è importante che i capelli non vengano lavati
nei 2-3 giorni successivi.
Il processo della
contropermanente è molto simile a
quello della permanente e comporta lo stesso tipo di danno
per il capello. |
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